Non mi interessa la tua età. Dimmi il tuo pensiero.

E’ notte fonda, le strade della città sono deserte. Le luci che escono dalle finestre delle case, illuminano le vie. La luna osserva la terra, come un’enorme guardia nel turno di notte. Si appoggia al cielo stellato, per aspettare il cambio. Per una di quelle stradine, dai mattoncini incastrati ai muri, delle urla interrompono la pace. Non si percepisce di preciso, se quelle sono urla di un uomo, o di una donna. In un ambiente triste, scarno, con una carta da parati elegante, ma sporca di fumo, di gelosie, di litigi, sporca del mondo… Un uomo è steso sul letto. Grida. Le sue gambe sono aperte… è spogliato. Alcune macchie di sangue colorano il lenzuolo bianco. Una giovane ragazza, sui sedici, diciassette anni pone le mani sui genitali dell’uomo. E in quella fusione di grida e di sangue, l’urlo e la testa di una persona anziana spuntano tra le gambe di lui. Un parto capovolto. Al contrario, anormale, senza senso. La donna pone le mani sulla testa dell’anziano, cerca di tirarlo fuori dalla pancia dell’uomo, e nel tirare, altro sangue cola sul pavimento. Nel giro di alcuni minuti, l’ambiente diventa rosso. Alla fine del parto, quando l’anziano signore è completamente uscito dal corpo, le mani della donna, ricche di sangue, vengono pulite su uno straccio. La persona anziana incomincia a camminare, si dirige verso suo padre, che essendo molto felice, per la nascita di suo figlio, apre le braccia, per abbracciarlo. L’anziano si appoggia leggermente sull’uomo, e lo abbraccia. Un amore eterno, creatosi soltanto con un abbraccio, un amore tra un padre un figlio. I giorni, passano, e l’anziano diviene sempre più giovane, come se l’orologio della vita fosse stato capovolto, e le lancette girassero al contrario. La vita, non ha un filo logico. Non esiste il grande o il piccolo, esiste solo l’uomo. E l’uomo si crea da solo. L’aspetto fisico è un fattore esterno, prestabilito da Dio. I bambini possono essere grandi, come i grandi possono essere infantili.

E quando da lontano, il figlio spettacolare, ormai giovane, vede una ragazza, che scuote i capelli, come il vento scuote le nuvole. Un danzare di purezza, e di dolcezza, che tranquillizzano l’animo, e fermano il cuore. Capisce di essere innamorato. E l’amore, è un sentimento che non rigurardo nessuna età. Nell’amore non esistono le età. Forse una persona anziana non ricorda neanche più cos’è l’amore, consumato così tanto, e sviluppato così velocemente, che la mente è stanca nel sentire questa parola. Si avvicina, e la conosce. Le gambe incominciano ad essere due cose inutile incollate al corpo, che penzolano controllate dalla forza di gravità. Il cuore accellera i suoi battiti. E niente intorno è un suono. L’amore.

Un percorso breve, quanto i sentimenti che lo compongono. La persona anziana, è ormani un bambino, e uscendo dalla culla che viene dondolata ripetutamente dal padre, incomincia a camminare. A muovere i suoi ultimi passi. Cade a terra, svilito, troppo piccolo per la terra. Innocente, senza significato. Viene gettato e calpestato in un secondo dai “piccoli grandi”

E ora è lì, a guardarsi spaesato, senza parole, perchè non sa neanche cosa siano le parole a quell’età, ma dentro di lui le sente. Le vorrebbe dire. Fin quando, un piccolo e povero neonato, nato senza emozioni, ma con il passare del tempo ricco di amore, felicità, gioia, tristezza e passione… chiude gli occhi. Avvolto in un lenzuolo bianco, bianco come quello della sua nascita.

~ di giovanniportin su Nove02bThu, 28 Feb 2008 20:22:47 +0000e 11,2007.

Lascia una Risposta