Quando cadono, accade questo
E’ una fredda settimana, forse settembre, forse ottobre. Le persone sono chiuse in casa, vicino ai camini, o incollati ai termosifoni. Il fruscio del vento risuona nelle orecchie dei pochi passanti. Delle carte svolazzano sul terreno unendosi alle foglie. Un tuono.
Miliardi di gocce piovono dal cielo. Tra queste, però, due hanno pienamente paura del loro futuro. Tremano, e se le gocce possono sudare, esse sudano. Non sanno cosa le aspetta, vedono soltanto un’unica traettoria che porta diritto verso il suolo della terra.
Una di esse, dice all’altra “Ho una paura tremenda, sto per morire cadendo nel posto dove sono nato, e lasciando il posto dove sono vissuto”, e l’altra tremando enormemente, tira fuori dalla piccola bocca qualche parolina “A quanto pare, tu sarai l’ultima persona con cui parlerò nella mia vita. Meriti il mio rispetto”.
Planano nel cielo, che si tinge di colori svariati, dal grigio, al nero. E loro, essendo vuote, senza colori, assumono quelli del cielo. E’ strano quanto una goccia, così piccola, così innocente, sia importante per il mondo. La pioggia è fondamentale.
“Stiamo per morire, e io, appena sono nato, non so cosa sia la vita, ho provato solo due opposti. La nascita e la morte. Ma quello che sta al centro, quella perla splendente ricca di emozioni, non so cosa significa… Ti prego, dimmi che non ho perso niente” L’altra goccia, si volta, la osserva ed esclama “Hai perso l’essenziale, senza la vita, la terra sarebbe inutile, e il cielo, dove noi stavamo vievendo, anch’esso sarebbe inutile” La goccia più impaurita, spaventata al massimo dice “E cosa dovrei fare? Non ho scelto io di precipitare dalla mia nuvola. Io non so cosa sia l’amicizia, non so cosa significa l’amore, ne ho sentito parlare, ma non so cosa significa, non conosco i sentimenti” l’altra la interrompe “L’amore è un passo enorme nel cuore dell’altro, è qualcosa che non riesci a spiegare. Quello che ti hanno raccontato gli altri, è finzione, non è realtà. Sai il suo significato, solo quando lo provi. Vedi, quella goccia lì, è bellissima, ha paura, corri da lei, stringi le sue mani, e dalle un bacio” La goccia stupita “Cos’è un bacio?”…”E’ come l’amore, non sai cos’è. Lo puoi solo provare, non lo puoi descrivere. Guardala negli occhi, e capirai cosa fare”
La goccia, avendo paura, si allontana, si avvicina ad una goccia splendente, colpita dai raggi di sole, che riflettono in essa, miliardi di colori. Cerca di ottenere, quella cosa essenziale per la vita, cerca di capire la parola amore, cerca di capire il significato di bacio. Si avvicina, la guarda, non parla, perchè le parole sono inutili. Sente nelle sue orecchie, una canzone, una canzone che mai nessun cantante ha scritto o suonato. Una canzone che ascoltano tutti al primo bacio, e che non riascolteranno più. Una musica assordante, e così spettacolare, da far fermare il cuore. L’abbraccia, unendosi completamente a lei, e diventando una sola, ed unica goccia. La bacia.
Il terreno si avvicina a loro. Si! perchè quando due persone si baciano, non si avvicinano a nulla. Vivono in un posto, sconosciuto dal mondo. Ed è il mondo ad avvicinarsi a loro. Con le mani unite, con gli sguardi che si incontrano, urtano con il terreno, si separano.
Muoino.
Muoiono insieme.

La prima parte mi è piaciuta molto, hai un po riproposto il tema della vita come “ciclo” => “Ho una paura tremenda, sto per morire cadendo nel posto dove sono nato, e lasciando il posto dove sono vissuto”