La stazione dei treni
Vi siete mai svegliati la mattina presto, e avete preso un qualsiasi treno? E’ impressionante quello che accade. L’aria gelida ghiaccia il naso, e gli odori dolci o sgradevoli che siano, vengono percepiti con molta facilità. Si riesce a vedere il barbone che si sveglia, dopo una lunga nottata su dei cartoni bagnati scomodissimi. Con una puzza di birra per tutto il corpo. Una segretaria ben vestita, con una pettinatura sublime, che non fa altro che aspettare il treno, per arrivare subito a lavoro, a sedurre qualche uomo. Un lavoratore, vestito con dei panni sporchi di fango e pittura, con un viso che emette tristezza. Si leggono sul suo viso, le numerose notti insonni, per capire, quale modo più semplice si possa usare per mandare avanti una famiglia. Un bambino, con uno zaino pesante, che preferisce dormire qualche ora in più. Con un’aria afflitta, la testa abbassata, che percorre la medesima strada, ogni giorno, come se fosse un’abitudine. Un vecchietto, che tenta di correre per non perdere il treno, si fa spazio tra la gente, poi immobile si blocca, e capisce che ormai, correre è inutile, quello che bisogna fare è rallentare, rallentare il percorso della vita. Nell’angolo buio, ma completamente visibile, forse di proposito, un uomo, viso da rapinatore, sguardo crudele, tra le mani una sigaretta che disperde il fumo per poi arrivare nei polmoni di una giovane ragazza. Capelli biondi, sguardo agghiacciante, con una maglietta a maniche corte, in un periodo gelido. Una turista. Pazzi che percorrono la linea gialla, il confine tra la vita e la morte, e che borbottano frasi senza senso. “Beati loro, perchè avranno la meglio sui loro errori”. La musica che esce dai megafoni, sconosciuta, antica, come la città. Fa appassire la felicità nel cuore, per poi farla riemergere, alla vista di un bambino, che stringe forte la mano del padre. Il vento soffia, lo sguardo di ogni persona, non è più vuoto, ma fisso sulle pareti nere, dove viene riflessa la luce giallina del treno. Un rumore, simile ad un fischio, le ruote che urtano contro il ferro dei binari, la gente nel vagone che alla frenata quasi cade a terra. Si aprono le porte. Riparte. E tutti gli sguardi, i pensieri, i sentimenti, che vengono racchiusi nelle persone sedute sull’altro binario, vengono trasportati dallo stesso vento. Il treno percorre l’ultimo metro della stazione. La gente di prima scompare, le panchine sono vuote. Sembra un trapasso di generazioni. Un treno passa, e gli anni 60 finiscono, un treno passa e gli anni 80 finiscono, un treno passa e gli anni 90 finiscono. Qualcosa, o qualcuno, ci porta via, strappa i ricordi, le emozioni, gli sguardi, e ci troviamo nel posto che volevamo raggiungere. Il vero obiettivo della vita.
~ di giovanniportin su 22008vUTC02bTue, 05 Feb 2008 11:50:25 +0000UTC 11,2007.
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E se nel treno ti ci spingessero??
@emilio Mi rassegnerei riposatamente a questa sventura, pur sapendo però, che anche se il treno si muove, io sto sempre a terra.
Ciao!ora si che posso commentare il tuo post
sai stamattina mentre ero per strada nn sò perchè ma ho pensato a qsto tuo intervento …sai è bello stare per strada ed ammirare le persone,è bello ammirare la vita!!! è come se ti trovassi in un altro mondo,guardando da qst’ultimo qllo che accade in esso!Guardi e osservi tutto… tutto ciò che ti circonda e ti rendi conto che per alcune cose, tutto sommato nn è poi così male stare in qsto mondo! è vero a volte ti ritrovi a lottare con la sofferenza,con il dolore ma soprattutto ti ritrovi a lottare con quelli che nn ti capiscono…l’incomprensione! è una delle cose che fa soffrire di più secondo me…però basta trovare almeno una,una persona che riesca a capirti ed è la cosa più bella perchè sai che lei nn ti deluderà mai ma,soprattutto nn ti giudicherà mai perchè sa,capisce qllo che provi,quello che senti e qsto farà si che tutte le persone che nn ti capiscono non ti faccio soffrire con la loro incomprensiane perchè lei è capace di placare ma soprattutto di soffocare quell’incomprensione che a volte fa così male che arriva anche a schiacciare la tua coscienza!cmq tornando all’argomento ero per strada e ho visto tanto!guardando con profondità capisci tante cose non conta guardarle soltanto le cose ma è con l’intensità dello sguardo che le capisci…! ci sn modi e modi di guardare le cose,la vita tutto dipende da cm guardi…c’erano tante persone,tanti sguardi forse tristi,tante persone che corrono di qua e di là per trovare un lavoro migliore che gli permetta di avere uno stipedio più gratificante,quello che va in un’orrenda enoteca per bere e dimenticare,magari i dispiaceri che la vita gli ha donato,per quello che ha tanti di quei soldi da poterli addirittura gettare a terra perchè nn nè ha bisogno e non pensa che magari quei soldi servirebbero a qualcuno che che non può neanche mettere il piatto sulla tavola per far mangiare la sua famiglia!c’è qllo che fa del male agli altri con estrema gratuità e c’è qllo che darebbe qualsiasi cosa per avere un semplice ma, dolce sorriso,c’è qllo che butta la sua vita così, ammazzando gli altri o addiorittura se stesso e c’è qllo che desidererebbe vivere ma nn può perchè gli è stata negata qsta possibilità ed infine c’è qllo che nn ha voglia di lavorare e va a mettere le mani nelle tasche di un semplice operaio che per guadagnarsi da vivere si è dovuto alzare alle 5 del mattino. Con tutte qste parole voglio dire che nessuno è contento di qllo che ha dalla vita nn gli basta! si mira ad avere sempre di più a volte qsto nn è sbagliato ma, a volte si dovrebbe pensare che ci sono persone che nn possono avere neanche la metà della metà di qllo che possiamo avere noi…e nn mi riferisco ad un conto in banca ma, mi riferisco all’AMORE che molte persone ancora oggi nn sanno nè cosa sia nè come si da ma pretendono di riceverlo!Nella vita c’è qllo che ha tutto,qllo che nn ha niente,qllo che non si può lamentare ma,si lamenta ed infine c’è qllo che è felice solo se in qsto mondo ci sia un po’ di più AMORE ma,sn persone rare!!!
@Enza E’ tutto terribilmente vero. Ma la gente non sa neanche cosa sia l’amore. Neanche le persone che dicono di amarsi.