Zeta

Ogni mese, o forse due, mi sfogo con la scrittura, la maggior parte delle volte sul mio blog. Quindi è uno di quei post piene di frasi senza senso, lunghe, e anche banali. Detto questo, inizio.

Stamattina mi trovavo davanti allo specchio, mi guardavo, osservavo il mio corpo, guardavo i miei occhi, le mie labbra, i miei riccioletti, insomma mi osservavo come se non mi conoscessi, e alla fine ho capito che veramente non mi conosco. Vivo con il mio io come se fosse qualcosa di estraneo. E questo mi fa male, perchè non dovrei avere segreti con me stesso. In questo periodo poi, che sento dentro il mio corpo un altro essere, una persona che non conosco, che non sempre vince ma che c’è e che mi mette timore. E cazzo! io la devo far scappare da me. Ci riesco, ho le forze.

Sono contento di vivere in questo modo oggi, perchè so che sto crescendo, so che ogni giorno è un passo, un passo importante della mia vita, anche un sorriso, o soltanto il fatto che mi sveglio al mattino. Questa è vita, e io la vivo. Forse la sofferenza che mi trascina nel buio è solo dovuta al fatto che mi preoccupo troppo di tutto e di tutti, che vorrei un mondo felice, non mondo che si avvicina alla terza guerra mondiale. Si perchè ci siamo vicini, e io devo essere sincero ho paura, ho paura di non trovare più, in un periodo di guerra, un piccolo spazio nella giornata dove poter controllare il mio respiro e assaporare l’essenza della vita.

L’arte, si l’arte, voglio parlare di nuovo di questa creatura magica che scappa e ritorna da me come un cane dietro al suo giocattolo preferito. Viene mi accarezza la mente, mi lascia un’idea geniale e poi scappa via. Mi insulta alcune volte, ma io la amo sempre, la amo tanto, perchè senza di lei non saprei come fare negli attimi vuoti che spesso mi circondano. Potrei vivere sempre con la mia ragazza, abbracciarla, baciarla, sorridere con lei, ma questo non basta, altrimenti l’amore appassisce come una rosa pianata nel deserto, senza acqua. E quindi, ho bisogno di tantissimi argomenti per condividerli con lei, con la mia dolce metà. E l’arte è quasi sempre un buon argomento.

Tra poco arrivano le vacanze, e io sono contento di ritornare a bagnare i miei piedi nell’acqua marina. Ma sono contento anche di bagnare i miei piedi nell’anima di alcune amiche, che mi aspettano da un anno, e che desiderano come anche io, un forte abbraccio.

Sapete, ho imparato a scrivere senza guardare la tastiera, miticuuu, perdo meno tempo ed è bellissimo. Sono un grande. suinf f dj l le i hark hkldN Nnf jfò jd          Scusate, era una palla tanto per…

Perchè sento le persone da lontanto che non fanno altro che pronunciare miliardi di zeta e miliardi di ci. ovvero diminutivi di cazzzzzz mannaccc, (parole napoletane).

Il gabbiano Portin

Sentire il vento che accarezza i tuoi piedi. Si! Portin stai volando, bello eh?

Cavolo Jonathan si! E’ troppo fantastico, wooow, che volata, sei sempre felice qua su! Non ti manca mai il respiro, e voli in alto tra le nuvole fresc, uscite ora dal congelatore. Ti senti artista qua sopra.

Si, più o meno questa è la sensazione che noi gabbiani abbiamo quando voliamo, ogni volta che ci alziamo in cielo, proviamo quello che tu ora stai provando. Il volo è un cosa diversa dalle cose terrene, non fa parte della terra, con il tempo la volata non ti porta alla noia, è sempre una gioia, Sempre!!!

Si! ora posso capire, solo ora, ho sempre aperto le braccia la giù, ma niente, volavo con la mente, è pur sempre una bella sensazione, ma mai quanto questa. Senti veramente di raggiungere il sole, senti di scottarti, e ti allontani e incredibilmente urti la luna, tua sorella. Vorrei vivere sempre qui, come devo fare??? Non voglio scendere, è tutto così triste la giù, le persone non fanno altro che pensare alla libertà, ma non sono disposti a sacrificarsi per ottenerla. Come posso fare Jonathan?

Portin, l’unica cosa che puoi fare è tenere questo momento nel tuo cuore, e conservarlo, perchè agli artisti è concesso solo una volta di volare così in alto, e questo, credimi, ti basterà. Sei fortunato, non capita a tutti di volare.

Allora, lo farò, registrerò questo momento nel mio cuore, non lo lascerò scappare, lo amerò tantissimo, ogni giorno, quanto amo la mia ragazza, e credo di aver vissuto questo momento, quanto credo in Dio. Grazie.

E di cosa? E’ merito tuo se sei qui. Ora che scendi, cerca di trovare il talento in ogni persona, perchè ogni persona ha un talento, un dono, e tu puoi strapparlo fuori e mostrarglielo, per farli volare, per condividere con loro questa esperienza anche sulla terra. Per far gonfiare loro i polmoni di quest’aria che mai, mai hanno respirato.

Lo farò, e se non ci riuscirà subito, continuerò, fin quando non morirò. Perchè oggi do un vero senso alla mia vita… Jonathan, ma tu sei un angelo?

Io sono un gabbiano

E se i gabbiani rallegrano tanto il mio cuore, quanto può rallegrare il mio cuore un angelo?

Tantissimo, all’infinito. Ora torna sulla terra, ciao Portin

Ciao Jonathan, Ciao…

Donna nel corpo di un uomo

Ti amo, si! e so che niente e nessuno ci può separare.
Amo camminare con te sulla sabbia, e stringere la tua mano grande.
La tua mano da uomo.
Sai è molto strano, sappiamo entrambi di essere donne, ma siamo così forti davanti alle persone che ci considerano diversi.
Vorrei un mondo dove ci fosse almeno la libertà di baciarti in pubblico senza che nessuno ci guardi come se fossimo escrementi.
Vorrei un mondo dove i diritti di noi gay vengano rispettati.
Vorrei un mondo dove anche il nostro per gli altri è amore.
Non capiscono quanto sia difficile sentirsi donna nel corpo di un uomo. Veder penzolare quel coso tra le gambe mie, e non tue, è orrendo,
Ma tutto questo non mi ferma, come del resto non ferma te, e continuiamo ad amarci, continuiamo a vivere anche se soffriamo.
Fanculo gli etero, fanculo tutto!
 
Si lo ammetto, amo il tuo culo, in realtà amo tutto di te, ma quello in particolare :D
 
Tutti ci prendono in giro, muovono le mani e fanno finta di avere una borsetta sotto al braccio.
Oppure sfiorano il loro orecchio facendo una voce femminile, cercando di immedesimarsi in tutte le persone come noi.
Cosa ne sanno loro, cosa ne sanno di quello che passiamo, proviamo, di quello che amiamo
cosa ne sanno del dolore che ci provocano, cosa ne sanno?????
 
E mentre scrivo queste parole quasi piango, perchè sono pieno di rabbia.

Radio Portin

Buona sera signori e signori, qui è radio Portin che vi parla, come va? tutto bene? bene! La serata è molto calda, e spero che sia molto più fresca per le persone che hanno i finestrini aperti delle auto.  Purtroppo come voi sapete, questa è l’ultima serata che radio Portin potrà essere ascoltata. Avevo in mente, insieme a voi, di fare un tuffo nel passato, precisamente nel 1999, quando io, e altri 4 ragazzi, mettemmo su un piccolo studio per registrazioni radiofoniche. Ah! Bei tempi. Eravamo così entusiasti che ci veniva voglia di farci un tavolo da biliardo! Si lo so, ha poco senso questa frase, ma come del resto, ha poco senso tutto quello che ho detto dal 99 a oggi. Insomma, eravamo felici, e con quei pochi soldi che avevamo, credevamo di conquistare il mondo. Ingenui vero? Dopo 8 anni tutto è svanito. Questa radio non chiude per mancanza di denaro, oppure perchè qualcuno molto più potente, ci ha censurati. Questa radio chiude perchè tra poco,  al termine della registrazione, io e i miei 4 amici abbiamo intenzione di suicidarci. Abbiamo riflettuto parecchio prima di dirlo schiettamente alla radio, ma poi siamo arrivati alla conclusione che dare la notizia di un suicidio ad ascoltatori morti non cambia nulla. Si esatto, voi siete morti, ascoltate, vedete, ma siete indifferenti verso l’arte, la musica il cinema. Disprezzate tutto quello che vi capita davanti. Questa non è una predica, è semplicemente la realtà. Non siete morti solo per questo. Siete morti, perchè non respirate più, non sentite più il vento, non ascoltate più, non ve ne fottete di un cazzo!!! E’ la prima volta che dico cazzo alla radio. State facendo spegnere in voi stessi la vita, e a questo punto, quando tutti muoiono, anche noi, che abbiamo cercato di tenervi in vita per ben 8 anni, muoriamo. Siamo inutili e continuando così ci sentiamo morti peggio di voi.  Si! mi dicono che c’è una chiamata

Pronto?

Si pronto, sono Matteo

Ciao Matteo, da dove chiami?

Da Roma

Ah bella Roma, come mai ci chiami?

Perchè non sono d’accordo assolutamente con voi. Io sono ancora vivo, mi sveglio la mattina e sento il vento, gli uccellini, sento l’alba, sento la vita, e non potete chiudere la radio se c’è almeno una persona ancora viva. Non potete farlo. Questa radio era presente al mio primo bacio, ed era presente alla prima volta che ho fatto sesso, quando non riuscivo neanche a mettermi il preservativo voi mi avete aiutato con la vostra voce, con le vostre canzoni. Siete stati presenti nel giorno dell’esame di maturità, insomma, sento anche voi, e anche voi fate parte della mia vita. Chiudere questa radio è troppo una sofferenza per me.

Matteo, Io cerco di capirti, ma questa chiamata doveva arrivare prima, dovevi cercare di farci sentire vivi tempo fa. Ormai la decisione è presa, noi chiudiamo! La pallottola è già nel nostro cuore, ed è troppo difficile estrarla.

Si ma…

Eh si è caduta a linea. Tra quale minuto tutto è finito,  ma prima voglio farvi ascoltare una canzone. Perchè soltanto una canzone può placare il dolore di questo momento. E’ l’ultima volta che ascoltate la mia voce. E’ l’ultima volta che su questa frequenza beccate questa radio, è l’ultima volta che ascoltate musica da questa radio. Addio. Se qualcuno vuole fermarci vi dico di lasciar perdere, vivere ancora sarebbe un’agonia.

Liberi di Sognare

Ricarica Completa

Tra poco mi ritroverò di nuovo dietro una telecamera per far vedere a quelle poche persone che mi seguono, l’unione di diversi incubi che mi hanno fatto svegliare nel cuore della notte tutto sudato. Questa volta sarà un film horror, con tanto di sangue finto e braccia mozzate. Sono entusiasta solo al pensiero di alzare, dopo tanto tempo, le mani, e dirigere delle persone, per mettere in pratica qualcosa che solo io vedo.

Ho fatto molteplici test psicologici per capire pienamente come ero fatto, chi ero e cosa cercavo…

E solo ieri sera, mi sono accorto di aver perso me stesso, di aver lasciato andare quel cuore docile da poeta e quell’ anima calda, pronta ad ascoltare in qualunque momento, l’altro. Vivevo in automatico come vivono alcuni oggetti in mancanza dell’utente. Ho pianto, ho riso, ho provato rabbia, ma non ero io. Qualcuno mi manipolava. Un potente piccolo come me, un eterno mortale, che sceglieva il mio destino. Manovrato da alcuni fili, come una marionetta. E l’unica cosa che mi ha fatto capirlo, è stato il cinema. E stata l’immagine che scorreva sullo schermo, e la musica forte che entrava nelle mie orecchie. E’ stato lo sguardo un un’attrice che interpretava il ruolo di rivoluzionaria, gettata a terra e pestata.

Faccio fatica ad ammetterlo, ma la mia vita senza cinema non è nulla, o meglio, è qualcosa in mancanza di un’altra.

Voglio dare l’anima per questo film, voglio che la gente capisca veramente io chi sia. E’ di certo non mi fermerà la mancanza di soldi, o la scuola, o il tempo. Nessuno ora mi può fermate, sono carico al massimo, sul mio culo è comparsa la scritta ricarica completa.  

La mente elabora pensieri, incomincia a vedere scene cinematografiche da tutte le parti. Mi sono svegliato ed ho premuto il tasto “rec”. Il mondo ora, viene immortalato dai miei occhi. Ogni sorriso, ogni bacio, le onde che si scontrano con la scogliera, il sole che al tramonto accarezza la pelle della gente, la corsa di un ciclista, il giocattolo di un bambino. Tutto registrato su un nastro infinito, pronto a saltare fuori nel bisogno. Parlerò di meno, me ne starò la maggior parte delle volte raggomitolato in un angolo, perché il tempo della normalità è finito, ora a tutta forza con i cappelli stravaganti e le cravatta dai pallini bianchi.

Ora a tutta forza con me stesso!

 

 

 

Come il Boccaccio

Poco tempo fa, leggevo una novella di Giovanni Boccaccio tratta dal Decomeron, “Cisti Fronaio”. Un pensiero mi ha colpito notevolmente. ” Come l’uomo nasconde le cose più preziose nelle parti più vili della casa, anche la natura, spesso, nasconde i caratteri più umili dietro gli uomini più brutti”. Avevo lo sguardo perso nel vuoto, riflettevo, e pensavo che la bellezza veramente non è tutto. Eppure, l’uomo dopo anni e anni, ancora deve affermare pienamente questo pensiero. Siamo ignoranti sotto questo aspetto. Basta guardare un programma televisivo, un film o qualunque cosa che faccia vedere una persona di bello aspetto! Perchè?

Ovviamente esistono anche persone bellissime che sono intelligenti, e che hanno un bel carattere, ma una ragazza come Victoria Silvstedt, illusa e ignorante, vuota, quasi priva di significato, che tocca delle caselle su uno schermo a “gira la ruota” per far uscire delle lettere, per me è inutile. E non ci onora con la sua bellezza, quando il 50% del suo corpo è silicone. Ma se anche fosse naturale, potrebbe fare anche un corso approfondito di cultura generale per non sembrare una demente. Ho centrato lei, ma come lei vi sono tantissime altre.

Provo una tale rabbia quando anche una persona istruita, intelligente, ha un telecomando tra le mani e cambiando canale tralascia un programma televisivo magari istruttivo, con una conduttrice non tanto bella, e si sofferma su un programma televisivo per sottosviluppati soltanto perchè c’è una bella donna, che con i tacchi alti.

E’ vero, spesso non riusciamo a capire i disegni della natura, e ci chiediamo, come mai gli uomini di brutto aspetto siano belli dentro e perchè persone con grandi doti interiori si trovino a svolgere mestieri umili, quando sarebbero destinati a lavori migliori. Sinceramente non so rispondere con convinzione. Forse il buono non è furbo, e si accontenta anche di poco. Non riesce ad essere falso come lo sono tantissime persone che hanno un buono lavoro e una buona situazione economica. Forse perchè la bellezza ci rende vanitosi.

Tutte le sere dopo cena

La mia mente è confusa! Seduto ad un tavolo per cenare, mi perdo nel vuoto. Immagino di essere sotto ad un albero, seduto su una panchina verde che ti lascia delle strisce sul culo quando ti alzi. Una pace, una serenità. Guardo il cucchiao dinanzi a me, che continuo a girare tra le mani. Il mio riflesso si capovolge ed elimina le leggi della gravità. Il mio riflesso mostra la mia anima tranquilla che vola serena nel solco del cucchiaio.

Arriva la cena, il fumo sale al soffitto e intanto la quantità di pasta nel piatto tende a finire.Stanco, sporco, con qualche nervo accavallato dietro alle spalle, mi getto sotto alla doccia. L’acqua calda, quasi bollente, scivola sui miei capelli, arriva ai piedi poi alle tubature. Il mio cervello si mette in moto, come se fosse un grande macchinario pronto a risolvere qualsiasi problema. Quando non so rispondere ad una domanda, quando sono giù di morale, l’unica pillola che prendo è una dose di doccia. L’effetto è immediato, ti solleva dalle parti basse piene di fango e ti illumina facendoti salire al cielo. Passerei la mia vita sotto ad una doccia, e lo confermano le bollette dell’acqua. E vi dico altro, se entro in un bagno decente, con una luce soffusa, dove ci sono tante spugnette su un contenitore nella cabina doccia, mi viene una voglia pazza. Quasi mi spoglio! Sarò malato? Una rara malattia del cervello, la “docciosi”. :D Con il passare del tempo, posso dire che essa sia l’unica cosa che mi indichi la giusta via quando sto per sbagliare. La doccia fa parte della mia mente. Come quando ad un bambino viene tolto il gelato, anche io quando finisco di lavarmi per poco scoppio a piangere. Se proprio volete capire il problema che tormenta la vostra testa da un pò di tempo, non aspettate, fatevi accarezzare dalle gocce calde.

Donna soave

 Giovanni Portin in veste di poeta.

Pelle liscia, calda e bianca
acqua che si dissolve e cade a terra
capelli di una donna giovane stanca
in cerca di un amore, durante la guerra 

Piedi scalzi che sentono il terreno
sporchi dal fango, ma lisci anch’essi
percorre il viale con sguardo sereno
ma il suo cuore è sporcato dai fanghi stessi. 

Sguardi di vecchietti, e di giovani ragazzi
che aspettano lei per dar sfogo allo sgaordo
vestito che svolazza cerchiando intorno degli spazi
labbra di un anziano che esclama  “la mordo”. 

Chiudersi in casa per l’imbarazzo
rabbia sfrenata per la sua bellezza
gioco crudele sotto uno sguardo pazzo,
come il pescatore, che racchiude i sogni nella rete.

Chiudere le palpebre e urlare dentro,
come se quello fatto sia stato un torto
poteva nascere brutta e non sentirsi al centro
deve scomparire, lei e il vestito corto.

La goccia è il tulipano

Questa piccola storiella è la modifica del post “Quando cadono accade questo” la pubblico, perchè è riuscita a vincere un concorso letterario.

Continua a leggere ‘La goccia è il tulipano’

Balcone aperto

Privo di argomenti in una splendida serata. Il balcone della mia cameretta ritorna ad essere aperto tutta la giornta. Nella mia mente diversi ricordi cominciano a scorrere davanti ai miei occhi. Stavo seduto sempre davanti a questo computer, nella speranza di crescere con la chatt. Quel balcone aperto per me simbolegga la salvezza.  Ragionando un pochettino, nei pochi cortometraggi che ho fatto, il balcone simboleggia la libertà, la freschezza, l’entrata di aria nuova nell’animo. Sono felice…